L’aeroporto romano che è anche il più grande d’Italia, anzichè essere (letteralmente) a prova di bomba è invece un colabrodo della sicurezza.
Questo è quanto è emerso da un articolo di Tommaso Cerno, giornalista dell’Espresso, che ne ha personalmente testato il livello di sicurezza.
Recatosi a Fiumicino di notte, il giornalista ha trovato check in e uffici lasciati aperti, varchi d’accesso incustoditi, e metal detector spenti.
Tutto questo per un buco temporale di almeno due ore, durante il quale risulta possibile accedere liberamente al T3, il terminal internazionale, senza che nessuno verifichi documenti o escluda la presenza di esplosivo.
Si parla di body scanners, ma a quanto pare molto c’è ancora da fare sulla sicurezza primaria.
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